Komen 2021

IL “VILLAGGIO DELLA SALUTE DELLA RACE FOR THE CURE PESCARA 2021” DI KOMEN ITALIA TORNA IN PIAZZA DELLA RINASCITA SABATO 23 E DOMENICA 24 OTTOBRE.
Il Villaggio della Salute della Race for the Cure di Komen Italia torna a Pescara, in Piazza della Rinascita, Sabato 23 e Domenica 24 Ottobre, dalle ore 9:30 alle 17:00, durante il Breast Cancer Awareness Month, per erogare gratuitamente e previa prenotazione, esami specialistici e prestazioni clinico-diagnostiche di prevenzione delle principali patologie oncologiche di genere a donne appartenenti a categorie socio-economiche svantaggiate e fuori dalle fasce screening previste dal Sistema sanitario nazionale (50-69 anni).
Verranno offerte mammografie, visite senologiche, ginecologiche, dermatologiche, consulenze nutrizionali, sullo stile di vita motorio, agopuntura, valutazione del polso, trattamento in medicina cinese e consulenze sui vaccini anti-Sars Cov2 nei pazienti oncologici.
“La prevenzione è un’ arma concreta ed efficace per contrastare i tumori del seno– spiega il Presidente del Comitato Abruzzo di Komen Italia Isabella Marianacci- oltre a realizzare una campagna di informazione e di sensibilizzazione che abbia una diffusione capillare, organizzare iniziative come questa significa dare alle donne che vivono una condizione di disagio economico e sociale una reale opportunità di accesso agli screening per la prevenzione delle principali patologie oncologiche. La pandemia ha determinato dei ritardi drammatici nella diagnosi e nella cura di queste malattie– prosegue Marianacci- si stima che siano stati effettuati oltre 2 milioni e mezzo di esami diagnostici in meno, con una riduzione di oltre il 50% degli screening ed un rinvio di oltre 400.000 interventi chirurgici. Più di 2.000 donne purtroppo riceveranno una diagnosi tardiva e questo dato è molto allarmante se consideriamo quanto il fattore tempo sia determinante sulla prognosi di un carcinoma mammario. Una diagnosi precoce consente di intercettare un tumore del seno ai suoi stadi iniziali quando è più curabile, con percorsi di cura molto meno invasivi, che hanno un impatto minore sulle donne colpite. E’ per questo che, soprattutto in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, abbiamo voluto fortemente rinnovare il nostro appuntamento col Villaggio della Salute della Race for the Cure a Pescara e reputiamo più che mai prioritario potenziare al massimo il Progetto Carovana della Prevenzione di Komen Italia, che farà nuovamente tappa in Abruzzo nei mesi a venire”, conclude Marianacci.
E’ possibile contribuire alla realizzazione dei progetti dedicati alla diffusione della Cultura della Prevenzione dei tumori del seno ed al supporto alle Donne in Rosa del Comitato Abruzzo di Komen Italia iscrivendosi simbolicamente alla Race for the Cure Pescara 2021: https://www.raceforthecure.it/race/iscrizione/19
Alle ore 10:00 di Sabato 23 Ottobre è previsto il taglio del nastro del Villaggio della Salute Race for the Cure Pescara 2021 con la presenza di esponenti delle istituzioni regionali e locali. Si prega di mandare un rappresentante della vostra testata.
Se si approccia allo sport in modo corretto, dunque, si riesce a produrre benessere su più aspetti: la salute, la crescita cognitiva, ma anche l’inclusione e il rispetto per le culture diverse.
Perché lo sport è uno strumento educativo
Per i bambini è un gioco a tutti gli effetti, che insegna loro ad ascoltare, osservare le regole, rispettare i compagni e socializzare; in adolescenza, l’attenzione si sposta sul fisico, la muscolatura, il peso e gli obiettivi da raggiungere.
Vera e propria agenzia educativa, lo sport è dunque sinonimo di impegno e di costanza, che mette alla prova ognuno di noi, aiutandoci a superare limiti e a realizzare sogni. Oggi sono molti i giovani che vivono una crisi d’identità capace di innescare sentimenti di insicurezza, vulnerabilità e fragilità. Ed è proprio in un contesto simile che lo sport, come veicolo
educativo, ha un ruolo centrale, poiché forma le persone in quanto tali, ancor prima degli atleti.
Ma se si parla di educazione in riferimento allo sport, non dobbiamo dimenticarci di chi ha in carico la responsabilità di portare avanti con successo una tale mission.
Ecco come la gura dell’allenatore diventa, quindi, centrale nella vita dei più giovani: ciò che un buon educatore sportivo è chiamato a fare, al ne di svolgere al meglio il suo ruolo, è di svincolare l’autostima dei ragazzi dal risultato, di stimolare l’assunzione di responsabilità e l’autonomia, di salvaguardare il diritto di sbagliare per poi ricominciare.
L’allenatore, infatti, diventa la terza figura fondamentale per la crescita del bambino, dopo i genitori e la scuola, assolvendo allo stesso tempo al compito di insegnante, modello, istruttore e animatore.
Perché lo sport ha una funzione sociale
Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo disperazione”.
In effetti, uno dei fondamenti dello sport è quello obbligare i ragazzi a vivere in un gruppo, per poi sentirsi parte di un determinato contesto sociale. Questo, infatti, viene considerato da molti sociologi uno dei bisogni primari di ciascun individuo, senza il quale non riuscirebbe a vivere in una condizione di normalità e di armonia con sé stesso.
È indubbio che lo sport sia un veicolo di inclusione, aggregazione e partecipazione con un ruolo sociale fondamentale, che permette lo sviluppo di capacità e abilità essenziali per una crescita equilibrata. Che si tratti di bambini, di ragazzi, di adulti o di anziani, esso rappresenta una scuola di vita, che non smette mai di insegnare nuove regole: stare con gli altri, condividere, contribuire al raggiungimento di obiettivi difficili, sfidanti, ma non impossibili. Il senso comune di appartenenza e partecipazione sono armi potenti, che, piano piano, possono realizzare quel cambiamento che da sempre si identifica nello sport, favorendo una maggiore coesione economica e sociale, ma anche una maggiore integrazione tra le parti della società.
Gruppi meno rappresentati, persone con disabilità o che provengono da contesti sfavoriti: lo sport, a prescindere dall’età, dalla religione o dall’origine sociale, ha una grande valenza aggregativa e promuove il benessere fisico e sociale.
Esempi virtuosi in contesti difficili
Un diritto di tutti e che non dovrebbe essere negato a nessuno, lo sport, come più volte ha sottolineato il Consiglio dell’Unione Europea, è fonte e motore di inclusione sociale, oltre che strumento per l’integrazione di minoranze e gruppi a rischio di emarginazione sociale. È questa la ragione per cui molte società ed organismi sportivi promuovono, in modo concreto, processi di partecipazione allo sport che prescindono completamente dalle condizioni economiche, sociali e individuali delle persone. Le naturali distinzioni di lingua, colore e origine sono fondamentali per accrescere i ragazzi che praticano attività sportiva. Nel gioco, infatti, esistono diversità di ruoli e di caratteristiche che, insieme, formano il team vincente.
In Italia sono tanti gli esempi in cui, attraverso i valori dello sport e la sua capacità di unire, si è cercato di mettere in atto progetti di innovazione sociale, per superare le difficoltà di aggregazione di ragazzi che presentano disabilità fisiche o vivono in contesti difficili.